BACKGROUND

Quando iniziano a diffondersi i primi rapporti sulla peste del Caos tra le varie colonie periferiche dell’Impero, vengono considerate storie fantasiose inventate per scacciare i visitatori indesiderati. Ma quando la peste colpisce le strade di Altdorf, la situazione cambia completamente. Quando l’Imperatore emette il suo primo ordine di quarantena, l’orrendo morbo si è già diffuso nella maggior parte delle sue terre. I medici dell’Impero lavorano giorno e notte per combattere la malattia, ma la peste vanifica ogni tentativo di cura.

Mappa dell'Impero © Games Workshop 2000-2006 Le vittime della peste del Caos dapprima si sentono stanche, doloranti, sensibili a tutto e soprattutto sempre assetate. Seguono crisi di nausea, ma occorre quasi un mese per raggiungere l’ultimo stadio della malattia. Solo allora si mostra la vera, terrificante natura della peste; le povere anime che per tre o quattro settimane sono state vittime dei sintomi della peste cominciano a cambiare, trasformandosi in spietati mutanti del Caos e attaccando con ferocia qualsiasi creatura vivente vedano. I fortunati che non hanno contratto la peste cadono spesso vittime dei mostri sanguinari che il morbo ha generato.

Con il passare dei mesi, il numero delle vittime cresce. La quarantena e la legge marziale non riescono a rallentare il diffondersi del morbo, e ogni villaggio e città entro i confini dell’Impero cade in preda alla paranoia. Gli uomini della milizia nelle città devastate dalla peste sono costrette a combattere le orde di mutanti del Caos che vagano per le strade, lasciando le mura indifese di fronte alle minacce esterne. Bande di briganti rese più audaci da tale situazione si aggirano per la campagna, saccheggiando, bruciando e uccidendo a volontà. L’entità della tragedia è quasi senza precedenti nella storia dell’Impero, ma la Peste del Caos non è che l’avvisaglia di un male molto più temibile che sta per scatenarsi.

Nel frattempo, nel regno degli Elfi Oscuri di Naggaroth, i Veggenti di Ghrond proseguono nel loro incessante studio del lontano Maelstrom del Caos. Improvvisamente si verifica un mutamento marcato nel turbinare di colori e forme. I Veggenti osservano con attenzione, studiando le nuove e minacciose figure. Una volta certi delle loro conclusioni, i Veggenti inviano un messo a sud verso Maggarond, in sella a un rapido Pegaso Nero. Grandi eventi stanno per scatenarsi sul mondo, e il Re Stregone deve esserne informato.

Alcuni giorni dopo, Malekith, Signore degli Elfi Oscuri, legge il messaggio di Ghrond. Il dio del Caos Tzeentch ha trovato un nuovo Campione. I seguaci del Signore del Mutamento hanno radunato una grande schiera di guerrieri e si stanno preparando a un’incursione massiccia nelle terre degli uomini, probabilmente verso l’Impero.

Malekith riflette sul messaggio. È ben consapevole della terribile peste che si stava diffondendo nel Vecchio Mondo. Se le forze del Caos lanciassero un attacco mentre l’Impero era indebolito dalla peste, l’Imperatore non avrebbe altra scelta che rivolgersi ai suoi vicini Nani per chiedere rinforzi. Con l’aiuto dei Nani, è possibile che le schiere del Caos vengano ricacciate indietro. Tuttavia, se le genti delle montagne non potessero accorrere in difesa dell’Impero, l'Imperatore Karl Franz sarebbe costretto a rivolgersi agli Alti Elfi di Ulthuan. Malekith dubita che i suoi congiunti abbandonerebbero la grande nazione degli uomini nel momento del bisogno, in quanto ciò priverebbe gli Alti Elfi di un alleato prezioso. No... gli Alti Elfi risponderanno, e probabilmente invieranno molte legioni di guerrieri per respingere l’attacco del Caos, lasciando Ulthuan vulnerabile.

Quando la luna del Caos eclisserà la luce del sole, conclude il messaggio, le forze del Caos inizieranno la loro marcia verso sud. Il tempo scarseggia, e c’è molto lavoro da fare.

Il Re Stregone ordina che ogni forgia e fornace del reame sia messa all’opera per forgiare armi, armature e macchine d’assedio. Ai Soggiogatori di Karond Kar viene ordinato di scegliere tra le loro gabbie le creature più forti e feroci e prepararle alla battaglia. Le più fiere Streghe Elfe di Khaine si preparano a sacrificare al Signore dell’Omicidio. Morathi, la Strega Regina, manda a chiamare le più potenti Incantatrici dai Conventi e le addestra a comandare le armate degli Elfi Oscuri. Mentre il suo popolo si prepara alla guerra incombente, Malekith escogita il suo piano contro i Nani.

Una squadra composta dai migliori cacciatori e guerrieri di Naggaroth viene inviata nelle terre dei pelleverde con un solo compito: riportare il più potente Capoclan degli Orchi che avessero trovato. Quando la squadra di caccia ritorna con un Orco e un Goblin, Malekith rimane sorpreso. Pare che i due siano inseparabili, e che insieme comandino una nuova e potente tribù, facendosi chiamare i “Ragatzi del Sole Insanguinato”. Lo sciamano goblin, Gazbag, è la mente mentre l’Orco Grumlok, un bruto colossale, è il braccio. Per ciascuno di loro, Malekith forgia un amuleto magico che amplifica enormemente le abilità di chi lo porta. Inoltre, il Re Stregone vi aggiunge in segreto un incantesimo del comando che costringerà i due capi a radunare la loro tribù e marciare verso est alla volta dei Confini del Mondo. Lì cattureranno le fortezze degli Otto Picchi e prepareranno una possente Waaagh! per eliminare i Nani. Fatto questo, ordina ai suoi guerrieri di ricondurre nella loro patria i pelleverde prigionieri.

Dopo aver dato inizio al suo piano, Malekith attende notizie dai Confini del Mondo. I Nani, occupati nella battaglia contro la Waaagh! dei pelleverde che marcia su di loro, non riusciranno a rispondere alla richiesta d’aiuto dell’Imperatore quando gli eserciti del Caos arriveranno alle sue frontiere. Gli Alti Elfi volgeranno prora ad est verso il Vecchio Mondo, e Malekith lancerà il suo attacco. Finalmente, il Re Stregone riconquisterà il diritto di nascita che gli è stato negato per millenni dalla sua debole stirpe. Il Trono di Ulthuan sarà suo.

Nelle Malelande, Gazbag e Grumlok si riuniscono con i Ragatzi del Sole Insanguinato. Immediatamente, i due si accingono ad adempiere al comando imposto magicamente da Malekith. Condotti dal loro Capotribù e Sciamano ora dotati di nuovi poteri, i Ragatzi iniziano la loro marcia verso i Confini del Mondo, assimilando ogni tribù di pelleverde che incontrano e distruggendo chi non si unisce a loro. Mai prima d’ora gli Orchi e i Goblin hanno visto tanta forza e tanto potere in due della loro razza, e i ranghi dei Ragatzi del Sole Insanguinato si allargano con il diffondersi delle voci sulle loro gesta.

Mentre l’orda dei pelleverde avanza verso Karak Otto Picchi, i Nani si raccolgono entro le sue mura, confidando nel fatto che la loro inespugnabile fortezza non è certo in pericolo. Quando Gazbag usa la sua magia potenziata per aprire un varco nelle mura incredibilmente robuste che circondano la città, i Nani sono esterrefatti. Nessun esercito invasore prima d’ora ha mai valicato il perimetro di Karak Otto Picchi. Mentre un’ondata di pelleverde ringhianti e urlanti si riversa nella breccia, i difensori della città ormai volta alla sconfitta, incupiti ma determinati, si preparano ad una resistenza disperata.

Le notizie si diffondono come un'onda d’urto. Com’è possibile che una tribù di pelleverde sia riuscita a catturare una fortezza apparentemente inespugnabile? Anche se pochi sono disposti ad ammetterlo, molti Nani sono terribilmente scossi da questa impossibile sconfitta. A Karaz-a-Karak, il Sommo Re Thorgrim Portarancore giura vendetta, ordinando a ogni Nano della città di iniziare i preparativi per una grande guerra.

In privato, il Sommo Re è gravemente preoccupato. Le voci che le forze dei pelleverde siano capitanate da un Capoguerra con la forza di dieci Orchi e uno Sciamano con abilità magiche mai vedute prima normalmente non lo preoccuperebbero, poiché i Nani sono soliti esagerare. Tuttavia, la caduta di Karak Otto Picchi non può essere ignorata, e tanto meno i suoi effetti sul morale della sua gente. In segreto, il Sommo Re invia un cavaliere presso l’Impero per allertare Karl Franz del possibili pericolo che correranno le sue terre se i Nani non dovessero riuscire ad arrestare l’invasione dei pelleverde. Sebbene il Sommo Re sia troppo orgoglioso per chiedere aiuto all’Imperatore, spera che l’urgenza del suo messaggio sia sufficiente a farsi intendere.

Nel frattempo, molto più a sud, cavalcatori di Squig e Cavalcacinghiali vengono inviati in ogni direzione da Karak Otto Picchi, spargendo voce dell’adunata di una grande Waaagh! presso la fortezza. Legioni di Orchi e Goblin iniziano a confluire verso la fortezza catturata e le terre che la circondano. Ciascun Capo di Orchi e Goblin porta omaggio a Grumlok e Gazbag, offrendo la fedeltà dei suoi “ragatzi” per la distruzione dei Nani.

Grandi eserciti vengono radunati da entrambe le parti. I Nani sono decisi a riconquistare Karak Otto Picchi e vendicare i caduti, mentre ai pelleverde non importa altro che di eliminare quanti più Nani possibile.

Due mesi dopo la caduta di Karak Otto Picchi, l’esercito del Sommo Re parte a ricacciare i pelleverde invasori lontano dai Confini del Mondo. Mentre i Nani marciano verso sud lungo le pendici del grande vulcano Karag Dron, il mondo improvvisamente si fa più cupo. In alto nel cielo, il sole comincia ad oscurarsi e il mondo viene inondato di un’innaturale, inquietante luce di un profondo cremisi.

Dalla cima della più alta guglia di Naggarond, Malekith osserva la luna del Caos, Morrslieb, eclissare il sole. Le sue spie nel Vecchio Mondo riferiscono messaggi che confermano il successo dell’attacco dei pelleverde contro i Nani. I piani del Re Stregone stanno procedendo esattamente come previsto.

Nel profondo nord, lontano dalla vista degli uomini, una grande e nera schiera di guerrieri erompe dalle tempestose Desolazioni del Caos. Sciami di grottesche creature marciano serrate in ranghi di fianco a reggimenti di guerrieri e scorridori, condotti da un Campione che porta lo stendardo di Tzeentch.

Nell’Impero, terrore e panico rompono gli argini alla vista dell’eclisse rossa. Disordini e incendi si scatenano in ogni distretto di Altdorf. La guardia cittadina ha difficoltà a controllare la situazione, ma l’eclisse non dura molto ed entro il calar della notte l’ordine viene ripristinato. Tuttavia, l’evento non viene dimenticato, e molti cittadini dell’Impero, scossi da quello che credono un presagio di futuri eventi terribili, radunano i loro averi e abbandonano le loro case nella speranza di trovare rifugio tra le montagne a sud e a est. Un senso crescente di fato incombente aleggia greve sulle genti dell’Impero, e la speranza di una tregua nella lotta contro la peste viene spazzata via alla vista dell’eclisse rossa.

Per l’esercito dei Nani in marcia verso l riconquista della fortezza di Karak Otto Picchi, l’eclisse sembra voler confermare un terrore che sta crescendo tra le fila. Il sole nero nel cielo cremisi riporta alla mente la bruciante memoria della perdita di Karak Otto Picchi sotto l’assalto dei Ragatzi del Sole Insanguinato, e pare essere un segno dell’inevitabile vittoria dell’orda dei pelleverde che ora vi si sta radunando. Sono infine giunti gli ultimi giorni dei Nani? Rassegnati al loro destino, i guerrieri dal volto truce avanzano per gli erti sentieri di montagna.

Nella città di Altdorf, l’Imperatore riceve il messaggio del Sommo Re e invia alcuni reggimenti verso le montagne per dare manforte ai Nani. Sebbene abbia bisogno delle truppe per tenere al sicuro le proprie frontiere e combattere il diffondersi dell’anarchia nel suo reame, l’onore impone a Karl Franz di rispettare il giuramento di Sigmar di non rifiutare mai aiuto a un Nano. Proprio in quel momento, una staffetta porta notizie dal nord – un grande esercito del Caos è in marcia, e raggiungerà i confini dell’Impero entro una settimana.

Passando in rassegna le sue forze schierate nel Nordland e nell’Ostland, Karl Franz si rende conto che la prospettiva è disperata. La peste ha diradato i ranghi dell’Esercito Imperiale, messo sottosopra le linee di approvvigionamento e decimato il morale e la produttività della sua gente. L’Impero è pronto ad essere conquistato, e cadrà ben presto, senza un aiuto. I Nani non hanno alcuna possibilità di inviare guerrieri a proteggere l'Impero. Se non riconquisteranno presto la fortezza di Karak Otto Picchi, potrebbero non riuscirvi mai più. Solo gli Alti Elfi possono salvare il suo popolo ora.

Mandando a chiamare il suo più fidato cavalcatore di Grifoni, l’Imperatore scrive una lettera in cui implora il sovrano degli Alti Elfi di aiutarlo. Quando il messaggero giunge a Lothern, Finubar, Re Fenice di Ulthuan, è già ben conscio dei pericoli in cui versa l’Impero e ha già mosso i preparativi per inviare truppe. Finubar manda a chiamare il Principe Tyrion, guerriero e generale senza pari tra la sua gente, e gli affida la difesa delle terre degli Alti Elfi. Sapendo il suo reame in buone mani, il Re Fenice salpa alla testa di una flottiglia di navi da guerra elfiche. Dallo Stretto di Lothern i vascelli giungono nel Grande Oceano Occidentale portando centinaia dei migliori guerrieri tra gli Alti Elfi. Quando giunge all’orecchio di Malekith notizia della partenza del Re Fenice, il Re Stregone impartisce l’ordine di iniziare l’invasione di Ulthuan.

Nel profondo nord, lontano dalla vista degli uomini, una grande e nera schiera di guerrieri erompe dalle tempestose Desolazioni del Caos. Sciami di grottesche creature marciano serrate in ranghi di fianco a reggimenti di guerrieri e scorridori, condotti da un Condottiero del Caos che porta lo stendardo di Tzeentch.

A Karak Otto Picchi si sta radunando una grande Waaagh! di pelleverde. Nelle terre settentrionali dell’Impero, i servi di Tzeentch sono già penetrati in profondità nell’Ostland e mettono a ferro e fuoco ogni cosa che incontrano sul loro cammino. L’esercito del principe Tyrion è corso a nord per affrontare gli Elfi Oscuri incursori, solo per venire a sapere che una seconda forza di invasione ha iniziato ad assediare Lothern. Riconoscendo che l’unico modo di contrastare le minacce che li assediano è di unire le loro forze, i sovrani dell’Impero e delle nazioni dei Nani e degli Alti Elfi si riuniscono in un Gran Consiglio nella capitale imperiale di Altdorf. A questa riunione, i tre sovrani stringono un patto per cui i loro popoli combatteranno uniti, e respingeranno indietro i nemici che vogliono invadere la loro patria.

L’Era del Giudizio è iniziata.

LA LEGION OF TWILIGHT VIENE CREATA

Era passato ormai un anno da quando avevo abbandonato ogni mia umanità per diventare un Prescelto del Chaos, le mie vittime continuavano a salire ma non ero mai sazio di sangue e di vendetta! Cercavo più potere, più autorità, più distruzione! E fui esaudito...
L'immenso Signore del Mutamento apparve in una delle sue figure più paurose e devastanti. Volle premiare la mia voglia di uccidere e squartare. Mi diede un simbolo del suo immenso potere così da poter diventare più forte e potente. Quel simbolo penetrò nel mio animo rendendomi più malvagio e risucchiando man mano la mia anima per attingere energia. Dopo un processo di trasformazione nel quale sentivo il mio corpo andare in fiamme come se fossi tra le fiamme dell'inferno, mi ritrovai disteso al suolo con il corpo fumante. La presenza del Dio del Mutamento era ancora lì davanti a me, sentii risuonare nella mia testa queste parole:

<< Alzati Prescelto del Chaos, ti ho donato solo una piccolissima parte dei miei poteri. Ora dovrai seguire i miei ordini! Prosegui nel tuo viaggio e raduna tutti coloro che ti sembrano adeguati alla tua missione! Devi radunare una potente armata, tu ne sarai il capo e la chiamarai "LEGION OF TWILIGHT". Porterai assieme alle tue truppe, paura, distruzione, fame e pestilenze! Diventa potente e quando sarà il momento userò la tua armata per i miei scopi" >>.

Detto questo scomparve e rimasi soltanto io. La Legion of Twilight ebbe inizio quel giorno...